GIORNO PER GIORNO 26 luglio - Bonnie MacLean, la piuma di pavone

26 luglio 1967

Bonnie MacLean disegna un volto e delle piume di pavone per annunciare la sei giorni al Fillmore di San Francisco che si apre con gli Yardbirds e si conclude coi Doors.



Sono disponibili in rete solo da pochi mesi le registrazioni introvabili, ma conservate gelosamente per anni da qualcuno forse presente a uno dei concerti della band inglese degli Yardbirds al Fillmore di San Francisco. Dalle parole del cantante Keith Relf si capisce che si riferisce al secondo concerto del 26 luglio. La formazione ha perso definitivamente l’apporto di Jeff Beck, eccezionale chitarrista ma dall’impegno discontinuo e si è concluso l’esperimento, per i tempi assolutamente rivoluzionario, di una formazione con due chitarre soliste che aveva suonato dall’anno precedente con l’ingresso di Jimmy Page.



Nati come blues band nel 1963 gli Yardbirds, formati da un gruppo di amici Chris Dreja, chitarra, Keith Relf, voce e Jim McCarthy alla batteria, Paul Samwell-Smith al basso, nella prima formazione con la presenza di Eric Clapton, avevano avuto la fortuna nel 1963 di sostituire i Rolling Stones come resident band al Crawdaddy di Giorgio Gomelsky, suscitando il suo entusiasmo e convincendolo a diventare il loro manager e produttore. Avevano accompagnato nell’autunno lo strepitoso armonicista blues Sonny Boy Williamson ed erano apparsi l’anno successivo accanto ai Beatles nello spettacolo televisivo natalizio. Il pubblico che li seguiva fedelmente si era allargato enormemente e anche i loro interessi musicali, deviando vistosamente verso un garage beat con venature psichedeliche, che avevano irritato il più purista di tutti, Eric Clapton che aveva lasciato la band, sostituito da un altro mostro, Jeff Beck. Con lui la band aveva introdotto una serie di sperimentazioni sonore per allora inedite, distorsioni, fuzz tone, feedback, wah-wah e il successo era ulteriormente cresciuto piazzando ai primi posti delle classifiche di vendita hit come Heart Full of Soul e Shapes of Thing e partecipando al film di Michelangelo Antonioni Blow up.


I concerti al Fillmore segnano il dissolvimento degli Yardbirds, con Keith Relf e McCarty in direzione folk-prog con la nuova formazione The Renaissance, Chris Dreja attratto dalla fotografia e contratti da mantenere. Per questo Jimmy Page aveva contattato uno sconosciuto cantante, Robert Plant e un suo amico batterista John Bonham. Una nuova formazione che manteneva per contratto il nome originario Yarbirds, a cui aggiunsero un New davanti prima di cambiare il nome nel 1968 in Led Zeppelin, per un ritorno a un suono più blues che si accompagnerà ai toni di un rock decisamente hard.


Nel concerto al Fillmore in particolare si sente Jimmy Page suonare con l’archetto da violino come nell'album del 1967 degli Yardbirds, Little Games e introdurre degli effetti sonori registrati, come lui stesso racconta: “Avevamo una canzone chiamata ‘Glimpses’, quando veniva suonata in concerto, avevo nastri che suonavano tutta questa roba - lo Staten Island Ferry, locomotive, suoni d'urto - con trame dall'arco.”


I primi tre giorni annunciati in locandina erano affidati a loro con l’apertura della James Cotton Blues Band e di Richie Havens, presenti anche nei tre giorni successivi prima dell’esibizione della band del momento i Doors con all’attivo il clamoroso successo di Light My Fire e del primo album e preceduti dalla fama di un set musicale inconsueto, ispirato e travolgente.

La locandina che pubblicizza i sei concerti dal martedì alla domenica è il preferito dei trentuno realizzati dall’autrice Bonnie MacLean, quasi tutti eseguiti nell’arco di due anni e per il Fillmore. E’ lei stessa a ricordarlo con la sigla BG#75.


Bonnie MacLean, cresciuta nel New Jersey, si era trasferita a New York per lavorare al Pratt Institute dopo la laurea in francese. Da allora e per i decenni successivi aveva seguito corsi d’arte, perfezionamento nell’illustrazione e nella pittura e trasferendosi a San Francisco, dove nel 1963 inizia a lavorare con Bill Graham, già allora uomo di grande fiuto imprenditoriale e capace di immaginare futuri possibili per il mondo della cultura, dell’intrattenimento e dello spettacolo. I due, legati anche da una relazione sentimentale, si spartivano il lavoro e i ruoli tecnico-organizzativi e amministrativi e pure di assistenza legale quando Graham diventò il manager della San Francisco Mime Troupe, rivoluzionario gruppo teatrale di strada, da cui in parallelo erano nati i Diggers, il gruppo politico, sociale rivoluzionario, più diffuso, amato e creativo di tutta la controcultura di San Francisco.


La gestione del Fillmore Auditorium era avvenuto quasi per caso. Mentre Bonnie MacLean si occupava della difesa legale di tre attori della compagnia arrestati per il contenuto di un loro spettacolo, Bill Graham si era incaricato di organizzare un concerto –benefit per le spese legali, (sub)affittando per l’’occasione proprio il Fillmore come per il Trip Fest nel gennaio del 1966. Era stata sempre lei, Bonnie MacLean a occuparsi di districarsi tra disposizioni amministrative e leggi per ottenere le licenze per concerti e pista da ballo.


La grafica per pubblicizzare i concerti era stata affidata a Wes Wilson, primo interprete dell’idea di poster psichedelici, con miscugli di simbologie prese dall’Art Deco, dalle avanguardie ma anche dal classico antico. Una grafica del “Tutto pieno” con le lettere che sembravano distorcersi e confondersi. Un’idea che utilizzava sia le tecniche per personalizzare le moto e le tavole da surf che la cultura più accademica, creando un’assoluta novità e una scuola di illustratori distintiva e innovativa come pochi.


Bill Graham oltre avere un fiuto per gli affari, che consisteva nel saper creare un’aspettativa di successo, le condizioni perché si creasse questa aspettativa, intuito per le tendenze comportamentali giovanili e per l’evoluzione della nuova musica e delle band, aveva soprattutto il fiuto del guadagno e dei propri affari. Quando i poster di Wes Wilson erano diventati parte essenziali dell’appeal del Fillmore e avevano iniziato a stamparne copie da mettere in vendita, i due avevano avuto un bisticcio definitivo partito dagli irragionevoli tempi con cui Graham chiedeva la consegna dei lavori ai compensi e alle percentuali di vendite. Graham aveva affidato la continuità dello stile della grafica dei nuovi poster alla sua compagna Bonnie che già dall’inizio dell’attività al Fillmore esponeva all’interno del locale due pannelli disegnati a mano in stile psichedelico, uno con le band della settimana e l’altro che annunciava quelle della settimana successiva.


Bill e Bonnie continuavano ad avere una relazione travagliata, minata dal pessimo carattere dell’imprenditore e del suo continuo amoreggiare con altre donne, tenendo più relalazioni contemporaneamente. Proprio per questo, nel tentativo di riallacciare una convivenza tanto sfilacciata i due un mese e mezzo prima del concerto di Yardbirds e Doors si erano sposati l’11 luglio del 1967, approfittando della cancellazione di un concerto.


Il poster dei concerti della settimana 25-30 luglio raffigura la coda di un pavone accanto a un volto umano. In basso i nomi dei curatori della stampa Neal, Stratford & Kerr. E questo ci racconta un’altra cosa dell’importanza che Bonnie McLean aveva avuto nella poster art degli anni Sessanta e come avesse guadagnato un posto in primo piano in un mondo estremamente dominato da figure maschili.


La tipografia Neal, Stratford & Kerr aveva avuto sempre dei clienti tradizionali e già prima della Summer of Love del 1967 stavano per avviare una pratica di fallimento e avevano chiuso la divisione cancelleria. Bonnie McLean si era rivolta a loro per realizzare il poster pubblicitario per i concerti del 2 e 3 giugno con la Jim Kweskin Jug Band, un gruppo folk-rock di Los Angeles chiamato Peanut Butter Conspiracy e un gruppo chiamato The Sparrow, guidato da John Kay e riorganizzato come Steppenwolf nello stesso anno. Il poster era stato ideato con dimensioni diverse da quelle solitamente utilizzate da Wes Wilson, il cui ultimo poster siglato col codice BG#62 risaliva al mese precedente.


L'immagine centrale del poster di MacLean mostrava la testa e la parte superiore del busto di una donna, una sorta di sirena psichedelica, dalla pelle gialla e onde di capelli tra sfumature di verde e azzurro che sottolineavano lo sguardo serio e penetrante accanto a un lettering più leggibile rispetto agli standard passati del Fillmore. La realizzazione di questa prima locandina inaugura così la lunga collaborazione tra la tipografia, che assumerà il nome di Levon Mosgofian e Tea Lautrec Litho e la programmazione di Bill Graham.


Bonnie Mac Lean realizzerà altri bellissimi poster, si lascerà con Bill Graham, continuerà a dipingere ed esporre per tutta la vita e le sue opere sono state messe in mostra nei massimi musei americani in particolare nel 2017 per il cinquantenario della Summer of Love i suoi poster sono stati esposti accanto a quelli dei Big Five della grafica psichedelica.


Degli altri protagonisti di questa storia si sa.


Tutte le locandine che accompagnano il testo sono di Bonnie MacLean. La foto degli Yardbirds viene da un sito dedicato ai Led Zeppelin e l’illustrazione del concerto degli Yardbirds al Fillmore viene da youtube.