GIORNO PER GIORNO 24 luglio - Il ring di Michael McClure

24 luglio 1966

Bizarre in scena con The Beard del poeta Michael McClure al Fillmore di San Francisco.



Per l’ultima volta la rappresentazione non si trasforma in una hellzapoppiniana recita, con poliziotti camuffati, cineprese nascoste, censori infuriati, attori arrestati, spettatori, scrittori, avvocati che entrano in scena e la decostruiscono.


Michael McClure era uno degli scrittori più conosciuti della scena californiana, tra San Francisco Renaissance e Beat Generation negli anni Cinquanta, immortalato da Jack Kerouac in due romanzi, I vagabondi del Dharma e Big Sur, amico di Bob Dylan e di Jim Morrison, autore del brano Mercedes Benz, interpretato da Janis Joplin, interno al mondo della controcultura dai primi anni Sessanta, era un poeta, regista, organizzatore, performer e drammaturgo. In questa veste aveva presentato la sua nuova produzione dedicata a due miti americani. In una sorta di ring immaginario Jean Harlow combatteva ad armi pari con il giovane bandito per eccellenza, Billy the Kid. In un inesistente luogo dei sogni dove solo i fantasmi si aggirano per riflettere su cosa rimane di sé stessi nell’immaginario delle generazioni successive. Due personaggi veramente fittizi, meno reali di come la realtà pubblicitaria li aveva voluti trasformare, i due eroi pop escono fuori da una locandina di Boxe, si tolgono la maschera, diventano reali e cedono alla seduzione reciproca.


McClure era rimasto ipnotizzato dall’idea grafica delle locandine degli incontri di boxe, essenziali, dirette. Mostravano le maschere e la rappresentazione di uno scontro tra due personaggi opposti ma riconoscibili da un diverso pubblico: “Ero, particolarmente... interessato ai poster di boxe più che al pugilato perché c'era un modulo per il poster di boxe in quel momento .Quindi ero sull'aereo con una copia della rivista Ring sotto il braccio e una lampadina si è accesa nella mia coscienza proprio come mostrano nei fumetti... e all'interno della lampadina o proveniente dal bagliore della lampadina c'era questo poster - un poster di boxe E l'ho guardato nella mia coscienza e il poster di boxe era scritto in una lingua bestiale e i due personaggi sul poster erano Billy the Kid e Jean Harlow, i due pugili erano Billy the Kid e Jean Harlow....”


Illuminato dalla visione era andato alla tipografia che stampava le locandine degli incontri di boxe e si era assicurato della loro disponibilità a fare poster anche per poeti, poi aveva utilizzato una delle tante foto di Jean Harlow e una delle rare del Kid e se l’era fatta stampare assieme a un tot di biglietti fasulli per un fasullo incontro di boxe. Poi era andato di persona a distribuirli.


“Ho appeso il poster su recinzioni, finestre e nei negozi di liquori dove normalmente erano esposte locandine di boxe, e ne ho messo uno dietro la mia testa nella stanza in cui lavoravo in quel momento, che si affacciava sul ponte e sull'oceano. Potevo sentire il presenza di Billy the Kid e Jean Harlow che trasmettevano dal bellissimo poster dietro la mia testa verso l'oceano. Hanno iniziato a mettere in scena lo spettacolo e ho iniziato a scriverlo. Mi dicevano poche pagine,e le battevo, pensavo fosse una poesia sulla natura sulla sessualità e l'amore tra mammiferi. Avrebbe potuto essere un rituale tantrico”.


“La poesia della natura”, che Jean Harlow e Billy the Kid suggerivano dal muro si era trasformata in un’opera teatrale che finiva con una esplicita, sensuale seduzione reciproca, un carnale incontro amoroso tra i due spogli dei ruoli del mito e dei loro vestiti.


Il primo spettacolo era stato nel dicembre dell’anno precedente al Workshop Studio con il sostegno di Harold Pinter e nel maggio del 1966 Andy Warhol ne aveva tratto un film. Norman Mailer ne aveva parlato con entusiasmo e lirismo d’epoca:


" ‘The Beard di Michael McClure’ è un'opera misteriosa, perché mentre la sua superficie sembra semplice, ripetitiva e oscena, c'è un'azione che è drammatica e comica allo stesso tempo, e l'opera emette un campo di attenzione strano ma intenso, quasi come un campo magnetico, quasi come se i fantasmi di due periodi del passato americano si parlassero tra di loro per decenni, eppure allo stesso tempo fossero presenti nel nostro soggiorno spogliandosi o parlandoci della natura della seduzione, della natura dell'attrazione e, in particolare, la natura del carattere perverso tra un uomo e una donna. (…)Le ripetizioni fungono quasi da fermate della metropolitana in quel viaggio elettrico che un uomo e una donna fanno se passano dalla mente alla carne. Quel viaggio misterioso, il cui mistero spesso risiede nel dilemma se l'azione sia straordinariamente seria o priva di significato. È con queste ambiguità, queste effervescenze, che Il Beard suona magistralmente, diciamolo, come un giocoliere".


Già precedentemente Michael McClure aveva scritto una commedia con Billy the Kid come protagonista, The Blossom,ed era stato rappresentato al Poet’s Theatre di Diane di Prima a New York, con Alan Marlowe che interpretava "The Kid" e con scenografie progettate da George Herms. La sua prima opera teatrale appariva in cartellone assieme alla messa in scena di un’opera di Leroi Jones.


Sei mesi dopo la prima rappresentazione The Beard è al Fillmore di Bill Graham a San Francisco il 24 luglio 1966. Settecento persone si mettono in fila per assistere alla rappresentazione, un pubblico da concerto rock. Cammuffati tra i giovani anche poliziotti in borghese a controllare quanto fosse oscena la reciproca seduzione di Jean Harlow e Billy the Kid.


Una seconda rappresentazione era stata programmata al Fillmore ma ancora non annunciata in locandina. “Graham aveva avuto un avvertimento dalla polizia che diceva che se fosse stato fatto una seconda volta lo avrebbero beccato e tolto la licenza del Fillmore... così comunque l'abbiamo portato al Committee Theatre che era un teatro d'avanguardia”


Il Committee era un teatro e una compagnia già sotto attenzione delle autorità censorie. Le loro improvvisazioni col pubblico, una sorta di botta e risposta con gli spettatori avvenivano senza filtri, senza un copione e spesso uscivano fuori dalle regole, diventavano irridenti accuse contro l’amministrazione cittadina e contro il potere tutto. “Uno dei membri del pubblico era un detective, che in realtà indossava un enorme soprabito.”, racconta ancora Michael McClure, “Sotto il soprabito c'era una cinepresa, e l'ultima parte dello spettacolo fu interrotta dallo scatto della cinepresa, come facevano a quei tempi, mentre filmavano il finale di The Beard . I due attori coraggiosi, Billy e Jean sono stati portati in prigione durante la notte, rilasciati su cauzione e accusati di oscenità, cosa seria a quel tempo .Non ci si può rendere conto oggi di quanto fossero gravi queste accuse allora.”


Le accuse agli attori Billie Dixon (Jean) e Richard Bright (Billy)erano particolarmente pesanti, ai sensi della sezione 647 (a) del codice penale, la coppia era stata inizialmente accusata di "oscenità", poi di "cospirazione per commettere un crimine" e infine di "condotta oscena o dissoluta in un luogo pubblico”.


Come ricorda il popolarissimo giornale underground San Francisco Oracle, il Dipartimento di polizia della città aveva subito uno smacco dietro l’altro quando aveva tentato di impedire le rappresentazioni della Mime Troupe, di Allen Ginsberg, di Lenny Bruce e questa volta pensavano di realizzare finalmente la loro opera censoria. Così alla successiva rappresentazione al The Florence Schwimley Little Theatre, a Berkeley si erano presentati con due ore di anticipo, poliziotti e dirigenti del dipartimento assieme al procuratore distrettuale.



Ma erano stati invitati anche gli avvocati dell’ACLU, American Civil Liberties Union, da sempre impegnati nelle libertà civili e contro la censura. Con loro un gran numero di amici che come scriveva L’Evergreen Review Reader: “includeva Lawrence Ferlinghetti, Alan Watts, membri della comunità accademica, membri del clero e fotografi e troupe di registrazione la cui funzione era quella di registrare le riprese della polizia e le registrazioni dello spettacolo. Malcolm Burnstein dell'ACLU e l'autore hanno proibito qualsiasi registrazione o ripresa dello spettacolo, una direttiva ignorata dal polizia e l'ufficio del procuratore distrettuale. La serata si è trasformata in un "happening", con il pubblico che applaudiva selvaggiamente e applaudiva gli avvocati dell'autore, gli attori e denunciava l'autorità. Dopo lo spettacolo ci sono stati discorsi di celebrità invitate e la polizia se ne è andata in silenzio. Fu solo cinque giorni dopo che a Berkeley si formulè l’accusa anche di 'condotta oscena e dissoluta in luogo pubblico’."


Il caso divenuto celebre, arrivato sotto esame del giudice Joseph Karesh della Corte Superiore di San Francisco, venne stabilito che anche se lo spettacolo conteneva materiale di natura problematica, non era appropriato perseguire tale lavoro secondo la legge. Tutte le accuse erano state ritirate e il successivo ricorso perso, ma non era facile poter trovare un luogo a San Francisco disposto a ospitare un nuovo allestimento dell’opera. Il pubblico che si prevedeva era sicuramente numeroso alimentato dalla solidarietà e dalla involontaria pubblicità regalata dalle miopia delle autorità.


McClure e la compagnia allora aveva trasferito le nuove rappresentazioni a Los Angeles con quattordici repliche finite con un nuovo arresto degli attori e una standing ovation del pubblico. Approdato a New York The Beard agli Obie Theatre Awards del 1967-1968 vince il premio come miglior regista e per la migliore attrice.